|
Diario
26 marzo 2012
Cordoglio all'avv. Lucia Ragone
GLI ISCRITTI ALLA CAMERA CIVILE DI SALERNO ESPRIMONO CORDOGLIO E PARTECIPAZIONE AL DOLORE CHE HA COLPITO L'AVV. LUCIA RAGONE PER LA PERDITA DELL'AMATO PADRE ALFONSO.
| inviato da cameracivilesalerno il 26/3/2012 alle 22:38 | |
19 febbraio 2012
COMUNICATO STAMPA OUA 17-02-2012
COMUNICATO
STAMPA
GIUSTIZIA
E LIBERALIZZAZIONI, SI RADICALIZZA
LA
PROTESTA DEGLI AVVOCATI.
L’OUA
INVITA TUTTI GLI AVVOCATI ALL’ASTENSIONE DALLE UDIENZE IL 23 E 24 FEBBRAIO E A
PARTECIPARE ALLA MANIFESTAZIONE PUBBLICA DEL 23 FEBBRAIO A ROMA; PROCLAMA, INOLTRE,
ALTRE 4 GIORNATE DI ASTENSIONE DAL 21 AL 24 MARZO IN CONTEMPORANEA
AL
CONGRESSO STRAORDINARIO FORENSE DI MILANO
Si è
tenuta oggi, a Roma, presso la Cassa Forense, l’assemblea nazionale
dell’Organismo Unitario dell’Avvocatura. Presenti rappresentanze dei Consigli
degli Ordini, della Cassa e delle Associazioni Forensi, si è approvato
all’unanimità, un forte ordine del giorno (di seguito) contro le
liberalizzazioni selvagge e la rottamazione della giustizia.
Maurizio de Tilla, presidente dell’Oua, la rappresentanza
politica dell’avvocatura, è netto: «La protesta si radicalizza: altre quattro
giornate di astensione dalle udienze, in contemporanea con il Congresso
Straordinario forense di Milano, dal 21 al 24 marzo, che rafforzano le altre
due giornate di sciopero del 23 e 24 febbraio, la manifestazione nazionale al
cinema Adriano a Roma (il 23) e le altre cento iniziative lungo tutta la
penisola. Chi crede di poter barattare i diritti dei cittadini con qualche
piccolo inciucio al ribasso, si sbaglia di grosso. Da mesi le nostre richieste
sono chiare, con questo Governo così come con il precedente Esecutivo:
chiediamo l’abrogazione dell’articolo 9 del decreto Cresci Italia che cancella
le tariffe e l’eliminazione della norma della manovra economica Bis che
consente la presenza di soci di capitale negli studi professionali. Tra le
altre richieste: il superamento dell’inutile e dannosa recente legge sul
processo civile, lo slittamento dell’entrata in vigore dell’obbligatorietà
della media conciliazione per gli incidenti stradali ed il condominio, anche
considerando l'attesa per la prossima sentenza della Corte Costituzionale.
Rimane, inoltre, la proposta di istituire urgentemente un tavolo per
ridiscutere tanto la revisione della geografia giudiziaria, così come
l'accorpamento degli uffici dei giudici di pace».
Dissenso dell’OUA all’istituzione del Tribunale
delle imprese con competenze territoriali restrittive e materie troppo estese
ed arbitrarie.
Il presidente dell’Oua, quindi, non manca di
contestare le ragioni di fondo delle politiche di questi ultimi anni relative
al mondo delle libere professioni e le implicazioni sul sistema-giustizia: «Le professioni – spiega
- non possono essere assimilate alle imprese, né sono assoggettate alle
garanzie della concorrenza. È forte il contrasto genetico e strutturale tra le
regole delle professioni e le regole dell’impresa. Segnatamente, l’avvocatura
deve considerarsi estranea a qualsiasi iniziativa di liberalizzazione
selvaggia, perché è un soggetto di rilevanza costituzionale, essenziale nella
giurisdizione in quanto titolare della funzione di tutela dei diritti
individuali dei cittadini. La stessa Corte Europea di giustizia ha più volte
riconosciuto l’indipendenza, l’assenza di conflitti, il segreto professionale e
la confidenzialità quali valori fondamentali delle professioni legali.
L’importanza di una condotta etica, del mantenimento della confidenzialità con
i clienti e di un alto livello di conoscenza e di formazione, impone sistemi di
autoregolamentazione identitaria e tradizionale quali quelli oggi osservati e
applicati dagli Ordini professionali e sanciti dagli ordinamenti che non
possono ispirarsi alle attività economiche e, di conseguenza, all’articolo 41
della Costituzione».
«Per tutte queste ragioni – conclude de Tilla –
crediamo che sia inaccettabile che si continui con interventi legislativi che
di fatto smantellano le stesse fondamenta del sistema professionale, abolendo
totalmente il sistema tariffario, garanzia di qualità della prestazione, così
come che si permetta che i soci di capitale possano entrare nell’assetto
azionario degli studi professionali, con il rischio di ingerenza delle
organizzazioni criminali e che si metta in discussione l’autonomia del legale,
creando palesi conflitti di interessi (inaccettabili le partecipazioni di
maggioranza, ma rifiutiamo anche quelle di minoranza)».
Roma, 17 febbraio 2012
L'Assemblea dell'Organismo Unitario dell'Avvocatura Italiana
riunitasi a Roma il giorno 17/02/2012 con la partecipazione della Cassa di
Previdenza Forense, dei Presidenti delle Unioni Regionali e dei Consigli
dell’Ordine degli Avvocati e delle Associazioni Forensi
RICHIAMATA
La delibera del 20 gennaio 2012 nella quale venivano indette due
giornate di astensione dalle udienza (23 e 24 febbraio p.v., con manifestazione
pubblica il 23 febbraio p.v.) e venivano indicate proposte di modifica
normativa ed iniziative di protesta sul territorio.
PRESO ATTO
Del susseguirsi frenetico di modifiche normative in continuo
divenire che risultano in contrasto con il fondamentale diritto di difesa del
cittadino, che intendono allontanare la Giustizia dal Territorio attraverso
l'indiscriminata chiusura dei tribunali, l'asservimento della professione
forense ai capitali e lo svilimento della funzione di garanzia propria
dell'Avvocatura.
MANIFESTA
- la più profonda contrarietà all'irrazionale disegno posto in
essere per la revisione della geografia giudiziaria basato su meri “tagli
orizzontali” senza alcuna considerazione delle proposte dell'Avvocatura miranti
ad una ridefinizione delle competenze basata sulle peculiarità del territorio e
su un'attenta analisi della distribuzione della domanda di giustizia;
- forte indignazione per il comportamento tenuto dal Governo in
merito al mantenimento dell'obbligatorietà della mediaconciliazione e
dell'entrata in vigore delle materie previste per il mese di marzo nonostante
la rimessione della questione alla Corte Costituzionale;
- la più totale contrarietà al dettato dell'art. 9 del decreto
legge n. 1/2012 in quanto incostituzionale ed in contrasto con la normativa
europea, norma che, così come scritta, ha già determinato notevoli problemi
interpretativi e rimessioni alla Corte Costituzionale, chiedendone l'immediata
abrogazione;
- l'assoluta contrarietà all'ingresso di soci di puro capitale
nelle società tra professionisti, caratteristica non esistente in nessun Paese
Europeo, in quanto lesiva della riservatezza dei clienti, dell'indipendenza e
dell'autonomia degli avvocati e foriera di pericoli derivanti da possibili
infiltrazioni di criminalità organizzata e di gravi conseguenze sul piano
previdenziale.
- la sua opposizione alla polverizzazione della giurisdizione
attuata mediante l'istituzione di Tribunali speciali preferendo, invece, la
specializzazione dei giudici nell'ambito di ciascun Tribunale.
INVITA
al CNF, alla Cassa Forense, alle Unioni Regionali, agli Ordini e a
tutte le Associazioni a partecipare alla manifestazione del 23/02/2012 che si
terrà a Roma al cinema Adriano e ad indire assemblee, manifestazioni, conferenze
stampa per la giornata del 24/02/2012 per illustrare e diffondere sul
territorio le ragioni e le proposte dell'Avvocatura.
PRENDE ATTO E FA PROPRIA
la delibera dalla Giunta OUA del 16/02/2012 con la quale è stato
indetta l'ulteriore astensione dalle udienze civile e penali da mercoledì 21
marzo 2012 a sabato 24 marzo 2012, in previsione e concomitanza del Congresso
Straordinario Forense fissato per i giorni 23 e 24 marzo a Milano.
INVITA
i neoeletti Presidenti dei Consigli degli Ordini Forensi a fissare
una riunione con i delegati al Congresso Straordinario per discutere dei temi
congressuali, all'uopo convocando per la giornata del 14 marzo 2012
un'assemblea presso ogni singolo ordine.
CONFERMA
tutte le iniziative approvate con la delibera del 20/01/2012 che
si riportano di seguito:
1)
Occupazione “simbolica” degli uffici giudiziari con manifestazioni
territoriali e conferenze stampa in cento uffici giudiziari in due giorni da
fissare nei giorni 23 e 24 febbraio 2012.
2)
Plurime
manifestazioni davanti a Palazzo
Chigi, Camera dei Deputati e Senato.
3)
Astensione dalle udienze.
4)
Incontri locali e nazionali con i Parlamentari negli stessi giorni
delle manifestazioni.
5)
Presenza massiccia sui media (giornali e Tv) nelle stesse giornate.
6)
Invito ai giudici onorari di aderire
a tutte le manifestazioni indette dall’Avvocatura.
7)
Stampa di manifesti e volantini da affiggere e distribuire fuori e
dentro i Tribunali.
8)
Invio massiccio di fax e telegrammi di protesta al Presidente del
Consiglio, ai Presidenti del Senato e della Camera dei Deputati, al Ministro
della Giustizia.
9)
Incontri con i cittadini e con le istituzioni territoriali in sedi
pubbliche e private.
10)Costituzione di task force di avvocati in ogni ufficio
giudiziario per sostenere e illustrare le iniziative dell’Avvocatura.
11)Incontri e manifestazioni territoriali e nazionali con le
altre professioni.
12)Organizzazione di una manifestazione a Strasburgo
ampiamente partecipata dall'Avvocatura in vista dell'approvazione della
direttiva sui servizi, contro l'equiparazione della professione forense
all'attività di impresa
Roma, 17 febbraio 2012
Il Segretario Il Presidente
Avv. Fiorella Ceriotti Avv. Maurizio de Tilla
| inviato da cameracivilesalerno il 19/2/2012 alle 6:32 | |
4 febbraio 2012
OUA: SBAGLIATO PUNTARE SUL TRIBUNALE DELLE IMPRESE. UNA SCORCIATOIA DESTINATA AL FALLIMENTO.
dal sito OUA http://www.oua.it/NotizieOUA/scheda_notizia.asp?ID=8047 COMUNICATO
STAMPA
OUA:
SBAGLIATO PUNTARE SUL TRIBUNALE DELLE IMPRESE. UNA SCORCIATOIA DESTINATA AL
FALLIMENTO. UNA PROPOSTA CARENTE E ESTEMPORANEA
MAURIZIO DE
TILLA, OUA: “IN QUESTO MOMENTO IL PAESE HA BISOGNO DI RIPRESA ECONOMICA E
SVILUPPO, NON SERVONO SCORCIATOIE EMERGENZIALI E SUPERFICIALI COME QUELLA DI
UNA GIUSTIZIA A DUE VELOCITÀ: RAPIDA PER LE IMPRESE, INACCESSIBILE E
INEFFICIENTE PER I CITTADINI”.
L’Organismo Unitario
dell’Avvocatura contesta duramente la proposta di istituire i tribunali delle
imprese, contenuta nei provvedimenti sulle liberalizzazioni. «Pur apparendo uno
strumento utile al miglioramento del “sistema Giustizia - afferma il presidente dell’Oua, Maurizio
de Tilla - la cosiddetta
“specializzazione” dei magistrati chiamati ad occuparsi della materia
dell’impresa, a nostro giudizio, presenta evidenti anomalie sulle quali
invitiamo il Governo Monti ed il Guardasigilli Severino a riflettere».
L’Oua evidenzia diverse
criticità del nuovo istituto. «Si tratta – spiega il presidente
Oua - dell’ennesimo
intervento “estemporaneo” in materia di giustizia civile, che
non si inserisce in un quadro organico di razionalizzazione delle risorse umane
ed economiche e di rivisitazione delle norme e prassi processuali finalizzata
alla definizione più rapida dei giudizi (tutti). La previsione di ulteriori materie che potranno godere di corsie
preferenziali potrebbe porsi in contrasto con le norme costituzionali,
sebbene la finalità del Legislatore sia quella di intervenire sulla
competitività del Paese».
Sul banco degli imputati anche la formulazione della norma:
«Le competenze attribuire alle sezioni, a seguito della novella – aggiunge de
Tilla - appaiono troppo
estese e disomogenee fra loro, sicché parlare di specializzazione appare
velleitario; accomunare class action e diritto d’autore, oppure diritto
societario e diritti di proprietà industriale rischia di peggiorare, anziché
migliorare, il grado di specializzazione già raggiunto dai
magistrati assegnati alle sezioni in parola. Neppure le sezioni specializzate,
soprattutto in grandi realtà, sono oggi (e cioè prima dell’entrata a regime
della novella) esenti da arretrati anche importanti, sebbene non paragonabili
rispetto a quelli del civile “ordinario”. È, tuttavia, impensabile che alle
nuove competenze si possa far fronte con gli stessi magistrati attualmente
assegnati alle sezioni; occorrerà implementare le nomine, ma questo non potrà
che determinare un ulteriore scadimento della qualità ed allungamento dei tempi
di definizione delle cause “ordinarie”».
Tra i nodi che l’Oua mette in
risalto anche quello della specializzazione dei Magistrati che rischia di
essere ulteriormente compromessa se agli stessi si continueranno ad assegnare
anche competenze diverse da quelle proprie delle sezioni in questione.
Ma ancora più grave è il numero e
la distribuzione sul territorio di queste sezioni, nonché il nodo dei
costi per le imprese. «Com’è noto – sottolinea - le sezioni specializzate
sono oggi dodici, con molte sezioni che coprono un territorio a cavallo di più
regioni. Le sezioni di Roma (Tribunale già gravato da un arretrato
considerevole) sono territorialmente competenti per le controversie relative ai
territori compresi in ben tre regioni: Lazio, Abruzzo e Sardegna. Viceversa, in
Sicilia sono operative due sezioni (Palermo e Catania) una delle quali
(Catania) competente anche per le controversie dei territori calabresi. Il
problema è particolarmente grave per la Sardegna, perché, soprattutto alla luce
delle ulteriori competenze attribuite alle sezioni, è assurdo e fortemente
discriminatorio pensare che cittadini, imprese e avvocati sardi debbano
sobbarcarsi oltre ai già elevatissimi costi (su cui torneremo) dei procedimenti
anche le relative spese di viaggio fino a Roma. È quindi impensabile che la
novella non si accompagni ad un incremento del numero delle sezioni e ad una
razionalizzazione delle competenze territoriali. Infine la quadruplicazione
del contributo unificato, che va ad aggiungersi ai numerosi aumenti
susseguitisi negli ultimi anni, pare, come al solito, perseguire unicamente
l’obiettivo di deflazionare il processo civile, disincentivandone la promozione
e rendendo oltremodo oneroso l’accesso alla Giustizia. Appare opportuno
esemplificare: si pensi al giovane ricercatore che abbia brevettato un nuovo
farmaco che venisse prodotto, in violazione del brevetto, da una
multinazionale: l’accesso al giudizio (in questo caso ipotizzandosi un valore
indeterminabile) costerebbe di solo contributo unificato €. 1.800,00, che
arriverebbero ad €. 2,.700,00 per l’appello! Se poi il danno che derivasse
dalla violazione delle norme sul brevetto dovesse superare i 520.000,00 Euro il
contributo sarebbe pari ad €. 5.864,00 per il primo grado e ad €. 8.796,00 per
l’appello. Altrettanto gravi sarebbero le conseguenze per i piccoli azionisti
che volessero agire nei confronti dei soci di maggioranza ovvero degli
amministratori di S. P. A.. Appare evidente che una norma che prevede un
contributo così elevato e così sperequato rispetto ad altre controversie
similari incorrerebbe in seri rischi di incostituzionalità per violazione degli
artt. 3 e 24 della Costituzione».
“Queste valutazioni – conclude De
Tilla –provengono da chi giorno dopo giorno vive i problemi della Giustizia
italiana e possono costituire un momento di riflessione e di analisi critica
per il Governo per evitare di inseguire scorciatoie dettate dall’emergenza, che
alla fine risultano essere peggiorativi per gli equilibri della nostra già
precaria macchina giudiziaria».
Roma, 3 febbraio 2012
| inviato da cameracivilesalerno il 4/2/2012 alle 5:15 | |
20 gennaio 2012
OUA: È SCIOPERO DEGLI AVVOCATI. I TRIBUNALI SI FERMANO DUE GIORNI IL 23 e 24 FEBBRAIO
da: http://www.oua.it/NotizieOUA/scheda_notizia.asp?ID=8029
COMUNICATO
STAMPA
OUA: È
SCIOPERO DEGLI AVVOCATI.
I
TRIBUNALI SI FERMANO DUE GIORNI IL 23 e 24 FEBBRAIO
CON
OCCUPAZIONE DEGLI UFFICI GIUDIZIARI
IN OLTRE
100 CITTÀ
14
INIZIATIVE APPROVATE DALL’AVVOCATURA UNITARIAMENTE PER CONTRASTARE
LIBERALIZZAZIONI SELVAGGE E ROTTAMAZIONE DELLA GIUSTIZIA.
INIZIATIVE
1) Astensione dalle udienze 23 e 24 febbraio 2012.
2) Occupazione “simbolica” degli uffici giudiziari con
manifestazioni territoriali e conferenze stampa in cento uffici giudiziari negli
stessi giorni.
3) Plurime manifestazioni davanti a Palazzo Chigi, Camera dei Deputati
e Senato.
4) Incontri locali e nazionali con le Forze Politiche ed i
Parlamentari negli stessi giorni delle manifestazioni.
5) Forte presenza sui media (giornali e televisioni) per illustrare le
motivazioni alla base della protesta.
6) Invito
ai giudici onorari di aderire ad tutte le manifestazioni indette
dall’Avvocatura.
7) Stampa di manifesti e volantini da affiggere e distribuire
fuori e dentro i Tribunali.
8) Invio di fax e telegrammi di protesta al Presidente della
Repubblica, al Presidente del Consiglio, ai Presidenti del Senato e della
Camera dei Deputati, al Ministro della Giustizia e al Ministro dello Sviluppo
Economico.
9) Incontri con i cittadini e con le istituzioni territoriali
in sedi pubbliche e private.
10) Costituzione di
task force di avvocati in ogni ufficio giudiziario per sostenere e illustrare
le iniziative dell’Avvocatura.
11) Convocazione
urgente del Congresso Straordinario da tenersi in marzo, come da richiesta già
deliberata dall’OUA.
12) Incontri e
manifestazioni territoriali e nazionali con le altre professioni, aderendo sin
da ora alle manifestazione di Milano (21 gennaio) e di Napoli (23 gennaio);
13) Manifestazioni in
occasione dell’inaugurazione dell’Anno Giudiziario;
14) Manifestazioni a
Strasburgo e Bruxelles in occasione dell’approvazione della direttiva sulle
professioni.
MAURIZIO
DE TILLA, OUA: ”La giustizia è un bene pubblico che contrasta con le liberalizzazioni
selvagge della professione forense che puntano alla rottamazione del processo
civile. Le manovre economiche e gli interventi legislativi hanno disintegrato
il diritto di difesa dei cittadini. Con le 14 iniziative approvate
dall’assemblea unita (compreso lo sciopero). Gli avvocati intendono opporsi
alle scriteriate liberalizzazioni che ledono il lavoro autonomo non perseguendo
i reali responsabili della crisi economica e di un debito pubblico
insostenibile. Con lo sciopero chiediamo il ripristino delle tariffe, che
garantiscono la qualità della prestazione professionale, l’esclusione dei soci
di capitale dagli studi professionali, un provvedimento che costituisce un
problema per le possibili infiltrazioni mafiose e la corruzione, e una legge
professionale moderna che tuteli principalmente i giovani avvocati. Per ridurre
i tempi dei processi: tribunali tecnologici, processo telematico, prassi
virtuose, manager e riorganizzazione degli uffici, eliminazione
dell’obbligatorietà della media-conciliazione, autogestione delle risorse,
legge delega per la riforma dei giudici laici evitando inutili soppressioni,
revisione del provvedimento sulla geografia giudiziaria”
L’assemblea dell’Avvocatura unita, riunitasi a
Roma (presso la Cassa Forense), presenti le rappresentanze del CNF, della Cassa
Forense, delle ordini e delle associazioni forensi di tutta Italia, ha
approvato una delibera (di seguito) in cui si respingono i provvedimenti sulle
liberalizzazioni e sulla giustizia varati dall’attuale Esecutivo, ma anche gli
altri interventi già licenziati dal precedente Governo. Decise due giornate di
astensione dalle udienze per il 23 e 24 febbraio e per la intera settimana
coincidente con il Congresso Straordinario Forense indicata dall’Oua per gli
inizi di marzo, oltre l’occupazione “simbolica” degli uffici giudiziari con
manifestazioni territoriali e conferenze stampa in CENTO uffici giudiziari e
proteste nelle manifestazioni di inaugurazione dell’anno giudiziario. Con forza
gli avvocati chiedono incontri con i Parlamentari, i Cittadini e le Istituzioni.
Da definire anche manifestazioni davanti a Palazzo Chigi, Camera
dei Deputati e Senato. Già confermato, invece, l’appuntamento del 23 gennaio a
Napoli, insieme a tutte le libere professioni.
Maurizio de Tilla, presidente Oua, è duro:
«Scendiamo in piazza perché questo è il quinto provvedimento contro le professioni
– spiega – ed è da ingenui non immaginare che non arrivino altri decreti a
breve. L’obiettivo di chi ispira questi interventi, sia nel precedente Governo
che nell’attuale Esecutivo, è depotenziare il ruolo degli Ordini, svuotarli di
contenuti. Nelle due giornate di sciopero, occupando e aprendo un dibattito in 100
uffici giudiziari, chiederemo che si ripristino le tariffe, è necessaria una
tabella nazionale di riferimento dei compensi professionali, per evitare
sperequazioni tra diversi organi decidenti e possibili evidenti speculazioni a
scapito dei cittadini. Solo così si eviterà il caos e la giungla
interpretativa. È importante che siano esclusi i soci di capitale negli studi
legali, per evitare conflitti di interessi con grossi gruppi imprenditoriali e,
soprattutto, per scongiurare le possibili infiltrazioni mafiose, ed è,
comunque, necessario che nel regolamento si escluda la possibilità che si
inseriscano società o soci fiduciari, prevedendo forti sanzioni per chi cerca
di eludere il divieto. Solo così si riesce a dare effettività ai necessari
requisiti di anticorruzione e antimafia, che non si possono eludere in nome
della libera concorrenza. Inoltre respingiamo che il Governo preveda che il
tirocinio si svolga negli ultimi anni del corso di laurea, eliminando i
necessari requisiti di serietà ed effettività. Infine, a monte di tutti questi
interventi, rifiutiamo la logica che li ispira: le libere professioni non sono
le imprese. Gli avvocati tutelano un bene pubblico: la Giustizia, e hanno bisogno
semmai di un rafforzamento del ruolo costituzionale che ricoprono. Ed è per
questo necessario che si approvi al più presto una moderna legge professionale,
che attendiamo invano da molti anni, e che preveda, tra le altre cose, una
maggiore tutela dei giovani avvocati, commisurando, tra le altre cose, il
compenso alla qualità e quantità del lavoro svolto».
Sul banco degli imputati, però, anche gli
interventi “in materia di giustizia,
peraltro già in vigore che, lungi dal ridurre il contenzioso giudiziario e la
durata dei processi, di fatto prevedono una serie di oneri e di attività
burocratiche meramente formali, di fatto punitive ed afflittive dei diritti dei
cittadini”. Il presidente dell’Oua sottolinea: «Per ridurre i tempi dei processi e aumentare l’efficienza, riducendo
gli sprechi, ecco alcune proposte, di cui molte condivise anche dagli altri
operatori della giustizia: istituzione dei tribunali tecnologici, varo di una
legge delega per la riforma dei giudici laici, evitando le previste e inutili soppressioni
delle stragrande maggioranza degli uffici dei giudici di pace, revisione
razionale e dialogata della delega sulla geografia giudiziaria. E poi
implementazione del processo telematico e delle prassi virtuose, previsione dei
manager e una seria riorganizzazione degli uffici e autogestione delle risorse:
il contributo unificato deve sostenere la macchina giudiziaria e le risorse
inerenti devono essere sottratte al ministero dell’Economia. Si devono, quindi,
eliminare tutte le misure previste nell’ultimo decreto sul processo civile
secondo cui per decongestionare la giustizia e renderla più veloce è necessario porre ostacoli
all'accesso alla stessa da parte dei cittadini, tramite un indiscriminato ed
irrazionale aumento dei costi, la previsione della presentazione delle istanze
in Corte di Appello e in Cassazione solo dalla parte, l'eliminazione della
difesa tecnica e lo svilimento della figura del difensore. Non solo: si deve
abrogare l’obbligatorietà della media conciliazione, soprattutto alla luce della
rimessione della questione alla Corte Costituzionale e alla Corte di Giustizia
Europea e al sostanziale fallimento dell'istituto, così come attualmente
disciplinato, sospendendo l’imminente allargamento alle materie di condominio e
della responsabilità civile automobilistica, valutando piuttosto l'introduzione
di una pluralità di ulteriori figure di risoluzione alternativa delle
controversie (ADR)».
L’Avvocatura nel documento, infine,
unitariamente “rifiuta nel metodo e nel merito l’atteggiamento del Governo” ma
ribadisce, comunque, la disponibilità al dialogo, e si dichiara pronta a
“discutere con immediatezza le iniziative utili e necessarie al miglioramento
del sistema Giustizia, al fine di valorizzare la funzione difensiva nell’ambito
del processo….e la volontà di elaborare, in armonia con il potere legislativo
ed esecutivo, un disegno organico e razionale di riforma dell’ordinamento
forense, in linea con le attuali esigenze dei cittadini e delle imprese anche a
livello europeo”.
Roma, 20 gennaio 2012
TESTO ORDINE DEL GIORNO
approvato oggi all’UNANIMITA’ dall’Assemblea
L’Assemblea
dell’Organismo Unitario dell’Avvocatura, riunitasi in Roma nella seduta del
20/01/2012, con la presenza e la partecipazione del Presidente del C.N.F. avv.
prof. Guido Alpa, del Presidente della Cassa di Previdenza, avv. Alberto
Bagnoli, del Vice Presidente avv. Nunzio Luciano, dei rappresentanti dei
Consigli dell’Ordine degli Avvocati e delle Unioni Regionali, nonché delle
Associazioni Forensi
Considerato che
- Che le
legittime aspettative dell’Avvocatura, che da decenni ormai invoca la Riforma
dell’ordinamento forense, già deluse dal precedente Governo e stanno per essere
accantonate dall’attuale Governo tecnico che, senza alcuna consultazione o
confronto con gli organismi di rappresentanza istituzionale e politica, ha
ritenuto di andare avanti con provvedimenti di liberalizzazione selvaggia nel
deliberato intento di ridurre la funzione costituzionale dell’avvocato ad una
mera attività mercantile, mortificando e comprimendo in tal modo lo stesso
diritto del cittadino alla difesa, consacrato dalla Carta Costituzionale
all’art. 24.
- Che l’attuale
Governo tecnico ha dato una forte accelerazione al programma di
liberalizzazione delle professioni in generale e dell’Avvocatura in
particolare, incrementando provvedimenti
urgenti in materia di giustizia che, lungi dal ridurre il contenzioso
giudiziario e la durata dei processi, di fatto prevedono una serie di oneri e
di attività burocratiche meramente formali a carico degli Avvocati, di fatto
punitive ed afflittive dei diritti dei cittadini.
- Che l’Avvocatura
unita rifiuta nel metodo e nel merito l’atteggiamento del Governo, dichiarando
ancora una volta la propria disponibilità a valutare e discutere con
immediatezza le iniziative utili e necessarie al miglioramento del sistema
Giustizia, al fine di valorizzare la funzione difensiva nell’ambito del
processo. A
tal proposito conferma inoltre, la volontà di cooperare con il potere legislativo
ed esecutivo per definire un disegno organico e razionale di riforma
dell’ordinamento forense, in linea con le attuali esigenze dei cittadini e
delle imprese anche a livello europeo.
- Che il confronto non potrà che essere aperto e sollecito e va
evidenziato che il problema non è soltanto italiano ma europeo, come si evince
dalle recenti dichiarazioni del Council
of Bars and Law Societies of Europe, organizzazione di rappresentanza degli
Avvocati di 31 Stati Europei, che ha denunziato un clima di “erosione nell’amministrazione della
Giustizia” in tutta l’Europa e registra “inquietanti tendenze che minacciano la salvaguardia dei diritti dei
cittadini”. Anche gli altri colleghi Avvocati europei, quindi, propongono
disponibilità al dialogo, non opponendosi sterilmente alle necessarie riforme
indicate dall’U.E.
Preso atto
delle
plurime manovre susseguitesi negli ultimi mesi relativamente alla
liberalizzazione delle professioni, alla geografia giudiziaria e, in generale,
alla giustizia civile e penale;
Tutto
ciò considerato
sottopone
al Presidente del Consiglio, prof. Mario Monti, al Ministro della Giustizia,
prof. avv. Paola Severino, le seguenti
proposte:
1) Nel quadro delle liberalizzazioni in atto e/o in via di
definizione da parte del Governo:
-
Occorre regolare in modo puntuale la
nuova figura della società tra professionisti, tenendo conto delle peculiarità
di ogni singola professione e, con particolare riferimento alla figura
dell’avvocato, porre attenzione alla natura dell’attività forense, del dovere
di riservatezza insito nella stessa, nonché alla esclusività della difesa
tecnica riservata agli avvocati e costituzionalmente garantita,
evitando, quindi, ogni introduzione di soci di mero capitale.
-
E’ necessario mantenere una tabella
nazionale di riferimento dei compensi professionali, per evitare sperequazioni
tra diversi organi decidenti e possibili evidenti speculazioni derivanti dalla
eliminazione della tariffe.
-
Per favorire l’occupazione assicurare
benefici fiscali in relazione alla forza lavoro occupata dai professionisti.
2) Il processo deve essere modernizzato tramite la diffusione
su tutto il territorio nazionale di un processo telematico che sia
effettivamente fruibile da tutti gli operatori di giustizia. Si devono
prevedere nuove forme di organizzazione manageriale anche per lo smaltimento
degli arretrati. Occorre ridisegnare la Magistratura Onoraria con precise
garanzie e chiare incompatibilità, lavorando sulla base del progetto della
Magistratura Laica predisposto dall’OUA e dei disegni di legge in discussione
al Senato che ipotizzano anche l’approvazione di una legge delega, e ciò al
fine di fare emergere le ragioni positive e le capacità professionali del
Magistrato Onorario per conseguire l’obiettivo di un migliore e più celere
andamento della giustizia. Il tutto in una disciplina omogenea che dovrà tener
conto dei punti dettagliatamente indicati nel decalogo OUA e nel Patto per la
Giustizia.
3) Si devono eliminare tutte le misure dettate da una fallace
ed incivile logica, secondo cui per decongestionare la giustizia e renderla
più veloce si pongono ostacoli
all'accesso alla stessa da parte dei cittadini, tramite un indiscriminato ed
irrazionale aumento dei costi, la limitazione e/o l’impedimento della possibilità
di impugnare le decisioni giudiziarie, l'eliminazione della difesa tecnica e lo
svilimento della figura del difensore.
4) Si deve elaborare, avendo quale obbiettivo la
ridistribuzione territoriale degli attuali uffici a livello distrettuale o
regionale, un piano nazionale sulla geografia giudiziaria diretto a mantenere
quelle sedi giudiziarie che risultino necessarie, effettuando un’analisi
approfondita dell’effettiva domanda di giustizia, dell’utenza, della
cittadinanza, dell’incidenza della
criminalità organizzata nel tessuto sociale, del PIL a livello locale, con la
partecipazione dell'Avvocatura, tenendo come base di lavoro quello già
predisposto dall’OUA, dal CNF e dalle altre componenti dell’avvocatura così da
creare uffici contermini il più possibile uguali.
5) Va abrogata l’obbligatorietà della media conciliazione, anche
alla luce della rimessione della questione alla Corte Costituzionale ed al
sostanziale fallimento dell'istituto, così come attualmente disciplinato,
sospendendo l’imminente allargamento alle materie di condominio e della
responsabilità civile automobilistica, valutando l'introduzione di una
pluralità di ulteriori figure di ADR, quali, a titolo
esemplificativo: a) negoziato assistito alla presenza degli avvocati con
facoltà di attribuire efficacia esecutiva all’accordo raggiunto (vedasi progetto
Unione Triveneta dei COA); b) previsione di strumenti
di istruzione preventiva da svolgere alla presenza dei soli avvocati con le
garanzie del contraddittorio, il tutto con reali e concreti incentivi, non solo
fiscali, per i cittadini in caso di accesso agli stessi.
6) Vanno diffuse sull’intero territorio nazionale prassi virtuose
utilizzate da importanti sedi giudiziarie (in primis il Tribunale di Torino –
metodo Barbuto) per la rapida definizione dell’arretrato civile, previa redazione
di protocolli, concordati tra magistratura, avvocatura e rappresentanze del personale
di Cancelleria;
7) Va ribadita la necessità che il tirocinio forense vada espletato
unicamente presso gli studi legali, unici soggetti in grado di garantire
un’effettiva preparazione pratica all’esercizio della professione, non
potendosi delegare alle Università funzioni che non sono loro proprie.
Vista
-
l’inesistenza di un dialogo
costruttivo, voluto dall’avvocatura, ma non recepito dal Governo;
-
l’intento di squalificare la funzione
costituzionale dell’avvocato con liberalizzazioni selvagge e con la rottamazione della giustizia
civile,
l'Assemblea
OUA approva le seguenti immediate
INIZIATIVE
1)Occupazione
“simbolica” degli uffici giudiziari con manifestazioni territoriali e
conferenze stampa in cento uffici giudiziari in due giorni 23 e 24 febbraio
2012.
2) Plurime manifestazioni davanti a Palazzo Chigi, Camera dei Deputati
e Senato.
3) Astensione
dalle udienze negli stessi giorni.
4) Incontri
locali e nazionali con le Forze Politiche ed i Parlamentari negli stessi giorni delle manifestazioni.
5) Acquisto
di pagine dei giornali e presenze televisive nelle stesse giornate.
6) Invito
ai giudici onorari di aderire ad tutte le manifestazioni indette
dall’Avvocatura.
7)Stampa di manifesti e volantini da affiggere e
distribuire fuori e dentro i Tribunali.
8)Invio di fax e telegrammi di protesta al Presidente della
Repubblica, Presidente del Consiglio, ai Presidenti del Senato e della Camera
dei Deputati, al Ministro della Giustizia e al Ministro dello Sviluppo
Economico.
9)
Incontri con i cittadini e con le
istituzioni territoriali in sedi pubbliche e private.
10) Costituzione di task force di avvocati in ogni ufficio
giudiziario per sostenere e illustrare le iniziative dell’Avvocatura.
11) Convocazione urgente del Congresso Straordinario da
tenersi in marzo, come da richiesta già deliberata dall’OUA.
12) Incontri e manifestazioni territoriali e nazionali con le
altre professioni, aderendo sin da ora alle manifestazione di Milano (21
gennaio) e di Napoli (23 gennaio);
13) Manifestazioni territoriali in occasione
dell’inaugurazione dell’Anno Giudiziario;
14) Manifestazioni a Strasburgo e Bruxelles in occasione
dell’approvazione della direttiva sulle professioni.
Roma, 20 gennaio 2012
Il Segretario Il Presidente
Avv. Fiorella Ceriotti Avv. Maurizio de Tilla
| inviato da cameracivilesalerno il 20/1/2012 alle 20:11 | |
16 gennaio 2012
PRECISAZIONI SULL'ARTICOLO PUBBLICATO L'11 GENNAIO 2012.
Si apprende dalla lettura del blog Consiglio Aperto, edito dall'avv. Giuseppe Celia, dell'articolo pubblicato dall'avv. Stefania Forlani su "Notizie dal Foro Salernitano".
gen 14
Stefania ForlaniNews
Non mi appartengono le dichiarazioni apparse sul blog della Camera Civile “Il cannocchiale” nell’articolo intitolato “Inciucio o Scissione?”, attraverso le quali si paventano eventuali “brogli elettorali” e dalle quali mi dissocio espressamente.
Le opinioni da me riportate nell’articolo intitolato “Si rinnovano i consigli degli ordini per il biennio 2012-2014: novità sulle modalità di elezione”, comparse sul mio “Blog” erano di ordine generale e di principio, manifestate dopo aver appreso della citata sentenza delle SS.UU.della Corte di Cassazione, che ha affermato la validità delle schede anche se non riempite con tutti i nomi di coloro che andrebbero a formare poi l’intero Consiglio dell’Ordine.
La considerazione circa l’opportunità di riempire le schede per intero è da intendersi come valida per il futuro e assolutamente non può riferirsi al passato.
Nelle precedenti tornate, infatti, le schede incomplete, poiché nulle, venivano sbarrate e sottoscritte dal Presidente di seggio. Esse rimangono poi conservate nell’Ufficio della Presidenza del Tribunale. Tanto è avvenuto anche a Salerno ed è verificabile presso la sede del Tribunale.
Preciso che nulla è stato riferito (non avendo alcun tipo di interesse al riguardo) nel mio articolo sulle passate elezioni salernitane, né su quelle che si terranno.
Le mie “opinioni”, qualificate come “condivisibili” da chi le ha riportate sul “Blog” della Camera Civile, non si riferiscono allo svolgimento delle “Elezioni forensi” a Salerno, ovvero non contengono, mi preme evidenziarlo energicamente, nessuna qualificazione geografica e soprattutto non quella di essere “salernitane” : l’accostamento a vicende salernitane, che giammai hanno stimolato il mio interesse, è arbitrario, evidentemente strumentale a rafforzare posizioni che mi sono assolutamente “ESTRANEE”!
Il mio articolo, come verificabile collegandosi al mio “Blog”, contiene indicazioni di natura generale e sicuramente non possono essere riferite a fatti passati, poiché solo dalla pronuncia delle SS.UU. della Cassazione, ovvero dal 2 marzo 2010 quindi a partire dalle prossime elezioni, le schede cd. “incomplete”, non contenenti cioè il nome di tutti i componenti del Consiglio, saranno considerate valide.
Non accetto che i miei scritti vengano “confusi” e riportati in un contesto assolutamente “avulso da quello originario”, uniti a frasi che non mi appartengono ed “erroneamente interpretati” al punto da ingenerare e diffondere la convinzione, del tutto “ASSURDA” e, per quanto mi riguarda, ripeto “ARBITRARIA”, ovvero che si pretenda che qualcuno “debba una spiegazione su quanto avvenuto in passato per altri eventi”.
Colgo l’occasione per augurare il migliore successo e buon lavoro ai Candidati della Lista del Presidente Americo Montera, peraltro formata da persone amiche (a cominciare dal Presidente stesso), ai quali questo “tormentato” biennio richiede particolare impegno.
Inoltre mi auguro che in questa tornata elettorale possa avere meritato riconoscimento anche la coraggiosa candidatura della stimata e giovane collega Valentina Restaino.
Stefania Forlani
LETTO L'ARTICOLO SOPRA RIPORTATO E' OBBLIGO PRECISARE:
1) NON SI COMPRENDE QUALE DISSOCIAZIONE L'AVV. FORLANI VOGLIA EFFETTUARE DALL'ARTICOLO PUBBLICATO SU QUESTO BLOG. LA CONDIVISIBILITA' DELL'OPINIONE ESPRESSA DALL'AVV. FORLANI IN ORDINE ALL'ARTICOLO DI SEGUITO RIPORTATO RIGUARDA L'AVV. GIUSEPPE CELIA E NON LA CAMERA CIVILE DI SALERNO.
Elezioni forensi a Salerno: le condivisibili considerazioni dell'Avv. Forlani.
postato da AVV. GIUSEPPE CELIA @ 7:18 PM
2) GLI SCRITTI DELL'AVV. FORLANI SONO STATI RIPORTATI INTEGRALMENTE COME PRESENTI IN INTERNET E L'ARTICOLO SUL BLOG DELLA CAMERA CIVILE NON HA CREATO "CONFUSIONE " IN CONTESTI AVULSI " DA QUELLO ORIGINARIO". NESSUN ARBITRIO E' STATO COMMESSO ED IL PENTIMENTO, SPONTANEO O INDOTTO, PER LE FRASI ESPRESSE, E FEDELMENTE RIPORTATE, NON PUO' ATTRIBUIRE AD ALTRI LA PATERNITA' DI COMPORTAMENTI EQUIVOCI E NON VERITIERI. APPAIONO ATTRIBUIBILI ALLA STIMATISSIMA AVV. FORLANI LE SEGUENTI FRASI:
"E’ sempre meglio, però, che l’elettore esprima sulla scheda l’intero Consiglio, riempiendola con i nomi di tutti coloro che andrebbero a comporlo (non si può mai sapere, può anche accadere che venga riempita poi ad urne chiuse ad insaputa di chi ha indicato solo alcune preferenze lasciando gli spazi in bianco). Se si riempiono tutti gli spazi si evita che ci si ritrovi a votare chi non si sarebbe mai voluto votare."
E tanto se proprio non ne potete più di essere rappresentati dalla solita “cordata dominante” composta dai soliti nomi noti e che decide chi entra e chi esce.
3) VI E' LIBERTA' DI OPINIONE . CHIUNQUE E' IN GRADO DI LEGGERE ED INTERPRETARE .
4) SI COGLIE L'OCCASIONE PER CONSIGLIARE LA LETTURA DI UNA NOVELLA DI PIRANDELLO: TUTTO PER BENE, PUBBLICATA NEL 1906.
Il personaggio interpretato da Lavia propone il tema pirandelliano del mondo come teatro, in cui la vita è una «pagliacciata», secondo la teoria arcinota delle maschere.
| inviato da cameracivilesalerno il 16/1/2012 alle 17:44 | |
11 gennaio 2012
"Inciucio " o scissione?
dal Blog consiglio aperto dell'ottimo avv.giuseppe celia e dal blog della squisita avv. stefania forlani pubblichiamo.
http://consiglioaperto.blogspot.com/2012_01_01_archive.html
domenica, gennaio 08, 2012
Elezioni forensi a
Salerno: le condivisibili considerazioni dell'Avv. Forlani.
alla data del 08-01-2012 del blog Consiglio aperto si può leggere l'articolo sotto riportato. L'articolo è stato prelevato da:
http://avvocatosforlani.altervista.org/blog/si-rinnovano-i-consigli-degli-ordini-per-il-biennio-2012-2014-novita-sulle-modalita-di-elezione/gen 08 Stefania ForlaniNews Si rinnovano i Consigli degli Ordini. Rispetto alla tornata precedente vi sono due novità circa le modalità di svolgimento delle operazioni elettorali: la prima consegue dalla pronuncia delle Sezioni Unite della S.C.di Cassazione (sentenza del 2 marzo 2010 n.18047) che ha stabilito che le schede sono valide anche se l’elettore non ha espresso tutte le preferenze, diversamente da quanto avveniva in precedenza poiché venivano considerate nulle le schede con un numero di preferenze inferiore al numero dei consiglieri da eleggere. Le SS.UU. hanno voluto previlegiare la volontà dell’elettore rispetto al rigore formale, stabilendo che “la scheda conserva la sua validità anche nel caso in cui contenga un numero inferiore di nominativi rispetto a quello dei componenti da eleggere”. La seconda novità riguarda il quorum minimo previsto in seconda convocazione che è comunque quello del 10% degli iscritti e i voti espressi da tale percentuale di iscritti non devono essere inferiori al doppio dei componenti da eleggere (secondo la più accreditata interpretazione dell’art.2 co.2° del dec.legv.233/1946). E’ sempre meglio, però, che l’elettore esprima sulla scheda l’intero Consiglio, riempiendola con i nomi di tutti coloro che andrebbero a comporlo (non si può mai sapere, può anche accadere che venga riempita poi ad urne chiuse ad insaputa di chi ha indicato solo alcune preferenze lasciando gli spazi in bianco). Se si riempiono tutti gli spazi si evita che ci si ritrovi a votare chi non si sarebbe mai voluto votare. Va ricordato che tutti gli iscritti all’Ordine sono eleggibili e che non occorre formalizzare le candidature: si può votare chi si vuole, addirittura dinanzi all’indecisione si può prendere l’Albo e scegliere a caso. E tanto se proprio non ne potete più di essere rappresentati dalla solita “cordata dominante” composta dai soliti nomi noti e che decide chi entra e chi esce. %%%%%%%%%%%%%%% SI LEGGA INOLTRE: http://www.positanonews.it/articoli/69721/elezioni_forensi_2012_cecchino_cacciatore_candidato__io_lo_voto_e_vi_invito_a_farlo.html di Stefania Forlani Sicuramente non lo premierei come avvocato dell’anno, ma siccome è candidato alle elezioni al Consiglio, nella lista di Sua Maestà, ci sono buone ragioni per votarlo. Innanzitutto perché me lo ha chiesto! Preciso: non mi ha chiesto solamente il voto, addirittura…, attenzione,…di utilizzare il MIO blog per la SUA campagna elettorale… è quanto dire: ha compiuto un gesto di umiltà! Un Cacciatore? Quasi da non credere… Per me una vera sorpresa, perché Cecchino, anche nell’amicizia, è avaro di apprezzamenti, va interpretato nei suoi sottintesi, nelle sue battute e, se ne sei destinatario, sei una persona fortunata, perché per lui esisti come soggetto pensante, ti riconosce meriti. E con la sua inattesa richiesta mi ha, dunque, riconosciuto un merito?! Però, quando lo incontri, sempre con quell’aria da “martire”! “Scusa Cecchino se mi permetto, ma, almeno in campagna elettorale, nella TUA CAMPAGNA ELETTORALE, elargisci qualche sorriso in più! E’ vero che per te è più dura : non è mica uno scherzo portare sulle spalle si grave eredità familiare cercando di non far tradire e non tradirne mai la memoria”. E’ presente in quel suo muoversi, in quel suo parlare, nello stile, la memoria. Cecchino sembra non ascoltare, ma ascolta; sembra non osservare, ma osserva; sembra non ricordare, ma ricorda, così come faceva suo padre. La sua attenzione è poi particolare soprattutto verso il collega in difficoltà e lo ha dimostrato in più occasioni. Orbene Cecchino Cacciatore va confermato al Consiglio dell’Ordine perché lavora per la Qualità e per l’Eccellenza nell’ Avvocatura, perché ha già dato prova di serietà nel rappresentare la categoria, perché è concretamente solidale verso i colleghi, ma soprattutto perché dimostra di essere ed è un vero amico! %%%%%%%%%%%%%%%%%% IN UN PASSATO PIUTTOSTO RECENTE ALCUNI AVVOCATI VENNERO IMPUNEMENTE ADDITATI ALL'INTERA CLASSE FORENSE SALERNITANA, DAL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DELL'ORDINE DEGLI AVVOCATI DI SALERNO, QUALI PERSONE CHE NE AVEVANO OFFESO LA DIGNITA' E IL DECORO. «La verità è che l'Avvocatura salernitana è stanca di ascoltare chi inventa
situazioni inesistenti per convincere gli altri e convincersi di esistere». ED ORA ADDIRITTURA SI PAVENTA LA POSSIBILITA' DI BROGLI ELETTORALI? E’ sempre meglio, però, che l’elettore esprima sulla scheda l’intero Consiglio, riempiendola con i nomi di tutti coloro che andrebbero a comporlo (non si può mai sapere, può anche accadere che venga riempita poi ad urne chiuse ad insaputa di chi ha indicato solo alcune preferenze lasciando gli spazi in bianco). Se si riempiono tutti gli spazi si evita che ci si ritrovi a votare chi non si sarebbe mai voluto votare. DAVVERO ESISTE LA POSSIBILITA' CHE LA SCHEDA DEPOSITATA AL MOMENTO DEL VOTO POSSA ESSERE "RIEMPITA" ALL'INSAPUTA DI CHI HA INDICATO SOLO ALCUNE PREFERENZE? SONO AFFERMAZIONI FORTI......QUALCUNO LEGGE O SIAMO SOLI? FORSE SAREBBE IL CASO DI CHIARIRE..... E MAGARI POTREBBE FARLO L'AVV. CECCHINO CACCIATORE CHE PER ANNI E' STATO CONSIGLIERE. OPPURE POTREBBE CHIARIRE L'ESIMIO PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DELL'ORDINE... O FORSE NON SA NULLA DI QUESTE COSE COSI' COME GIA' ACCADUTO IN PASSATO PER ALTRI EVENTI. COMUNQUE CI SI CHIEDE, E IL DUBBIO CREA INSONNIA, LA CAMERA PENALE SALERNITANA ALLA QUALE E' ISCRITTA L'AVV. STEFANIA FORLANI, CHI APPOGGERA'? LA LISTA DELL'AVV. AMERICO MONTERA, COME HA SEMPRE FATTO IN PASSATO, O L'AVV. CECCHINO CACCIATORE? LA DOMANDA SORGE SPONTANEA: INCIUCIO O SCISSIONE?
| inviato da cameracivilesalerno il 11/1/2012 alle 20:18 | |
1 gennaio 2012
Sono i Migliori che il Signore chiama a sè
Flora: un magistrato valoroso
Inviato da Redazione di 12: 05 am gennaio 1, 2012 • Categorizzata come Cronaca

Giuseppe Bianchini
SALERNO – La scomparsa improvvisa di un uomo è sempre un trauma per tutti coloro i quali gli sono stati vicini. La scomparsa di un uomo, ancorchè magistrato di valore, è ancora più traumatica di quanto si possa immaginare. Morire, poi, nel pieno vigore delle forze, a soli 51 anni, accresce lo smarrimento di chi lo ha conosciuto e stimato. Parlo di Franccesco Flora, magistrato presso la Corte di Appello di Salerno, che l’altra notte è stato improvvisamente stroncato da un infarto micidiale. Lascia sgomenti la moglie e due figli. Di lui ci piace ospitare un ricordo vergato dal dr Pietro Cusati (direttore amministrativo del Tribunale di Sala Consilina e giudice tributario presso la commissione provinciale di Salerno): <<Se ne è andato in punta di piedi all’improvviso stanotte il magistrato Francesco Flora, Franco per gli amici, aveva 51 anni, lascia la moglie e due figli Carla e Domenico. Era nato a Modena il 3 dicembre del 1960 ma da sempre residente a Sapri. Nel Vallo di Diano per molti cittadini, non solo tra gli addetti ai lavori, è ancora viva la stima del valoroso Magistrato, per essere stato prima Pretore di Polla e poi Magistrato presso la Pretura Circondariale ed il Tribunale di Sala Consilina e componente la commissione Tributaria di Sala Consilina. Aveva la passione per il calcio e spesso amava partecipare ad incontri di calcio . Promosso Magistrato di Appello , il Dott. Francesco Flora, è stato consigliere della Corte di Appello di Potenza ed attualmente era in servizio alla Corte di Appello di Salerno, con funzioni di Consigliere alla sezione civile e Giudice Tributario presso la Commissione Tributaria Provinciale di Salerno. Gli Avvocati, i Colleghi e tutti i dipendenti del Tribunale di Sala Consilina e della sezione distaccata di Sapri e degli Uffici dei Giudici di Pace di Sala Consilina, Sapri e Polla, partecipano commossi la scomparsa di uno stimato Magistrato che per molti anni ha lavorato con passione ed impegno nella circoscrizione del Tribunale di Sala Consilina e, fuori dall’ambiente di lavoro, per gli amici era semplicemente Franco Flora. Ciao Franco resterai per sempre nei nostri cuori!>>.
| inviato da cameracivilesalerno il 1/1/2012 alle 13:20 | |
31 dicembre 2011
COMUNICATO OUA DEL 30 DICEMBRE 2011
COMUNICATO
STAMPA
GIUSTIZIA, APPELLO DELL'OUA AL MINISTRO SEVERINO:
BASTA CON ESPERIMENTI FALLIMENTARI E INCOSTITUZIONALI. LA CONCILIAZIONE NON PUÒ
FUNZIONARE, COMPRIMERE I DIRITTI DEI CITTADINI È UN ERRORE
DE TILLA: "LA CONCILIAZIONE È INUTILE ED È
SOLO UNA GRANDE SPECULAZIONE A SPESE DEI CITTADINI"
Maurizio de Tilla,
presidente dell'Oua, replica all'intervista rilasciata dal ministro di
giustizia, Paola Severino sul Corriere della Sera di oggi, e pur ribadendo la
disponibilità al dialogo e l'apprezzamento per le qualità del Guardasigilli e
il suo impegno contro la corruzione, non manca di contestare la continuità con
le scelte sulle tariffe e sulla fallimentare mediaconciliazione, come per sua
stessa ammissione quando fa riferimento ai dati su questi quasi 9 mesi di
esperienza sul campo, nonché critica le ultime decisioni sempre sulla giustizia
civile: "Abbiamo sempre apprezzato l'avvocato Paola Severino per le sue
notevoli capacità professionali. Apprezziamo oggi il Ministro Severino per il
suo impegno contro la corruzione. Dobbiamo però dissentire rispetto alle sue
recenti dichiarazioni sulla mediaconciliazione obbligatoria e sulle tariffe.
La
mediaconciliazione obbligatoria è fallita. Dopo otto mesi dalla sua entrata in
vigore non sono più di tremila le conciliazioni effettivamente realizzate con
la procedura di obbligatorietà. E in queste vanno comprese le controversie che
le parti assistite dagli avvocati avevano già conciliato e sono andate davanti
al mediatore per ottenere un titolo esecutivo. Ma il fallimento della
mediaconciliazione obbligatoria è tanto più grave in quanto si sono spese somme
iperboliche (con grandi speculazioni) per formare mediatori (senza lavoro),
insediare camere di conciliazione pubbliche e private (queste ultime sono più di
quattrocento con qualificazione giuridica di società di capitali), alle quali
si aggiungono forti costi di accesso alle procedure per le materie dei diritti
reali, delle successioni, delle divisioni, della responsabilità medica".
"Ben sei
ordinanze - continua il presidente Oua -- hanno investito la Corte
Costituzionale e la Corte Europea di Giustizia per l'esame di questioni di
incostituzionalità e di incompatibilità con la normativa europea.
È palese la
violazione degli artt. 3, 24 e 76 della Costituzione, e ancor più evidente il
contrasto con gli artt. 6 e 13 della Convenzione Europea per la salvaguardia
dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, nonché con l'art. 47 della
Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea proclamata a Nizza il 7 dicembre
2000".
"Come fa il
Ministro della Giustizia - conclude - ad ignorare tutto ciò, sbandierando come
atto utile e legittimo che fra qualche mese la mediaconciliazione obbligatoria
sarà estesa alle materie della infortunistica stradale e delle liti condominiali?
È responsabile tutto ciò?
Riguardo alle
tariffe, leggiamo sui giornali una indicazione preoccupante che verrebbe dal
Governo: l'abrogazione dell'art. 2233 del codice civile che stabilisce che la
misura del compenso deve essere adeguata all'importanza dell'opera e al decoro
della professione".
"Sono questi
due punti indeclinabili delle professioni che riguardano la sfera etica e
premiale dell'identità del professionista - conclude de Tilla - il mercato non
può cancellare con un colpo di spugna i valori delle professioni. Sarebbe molto
amaro constatare che si vuole introdurre diffusamente nel nostro paese
un'economia senza etica, allineandosi agli artefici della crisi economica che
affligge cittadini, lavoratori, famiglie ed imprese. L'Etica, con la E
maiuscola, non può essere estranea al Governo presieduto dal prof. Monti".
Roma, 30 dicembre
2011
http://www.oua.it/NotizieOUA/scheda_notizia.asp?ID=7935
| inviato da cameracivilesalerno il 31/12/2011 alle 8:15 | |
13 dicembre 2011
Evento formativo in deontologia forense 21 dicembre 2011 ore 16,00-19,00 Aula Parrilli
21 dicembre 2011 ore 16,00-19,00 (D) Deontologia forense: Deontologia
dell’avvocato civilista Relatore Avv. Lucia Ragone - Foro di Salerno –
Presidente Camera Civile di Salerno Deontologia dell’avvocato penalista Relatore
Avv. Giuseppina Strada - Foro di Salerno Crediti tre -Aula Parrilli
| inviato da cameracivilesalerno il 13/12/2011 alle 5:6 | |
27 ottobre 2011
Rinvio evento formativo del 28 ottobre 2011 per impedimento relatore.
La revocatoria fallimentare relatore avv. Gianfranco Belmonte.
| inviato da cameracivilesalerno il 27/10/2011 alle 6:18 | |
|